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Consulenza · Adeguati assetti · UNI/PdR 167:2025

Pre-audit M.A.P.E.D.® UNI/PdR 167

Prima di chiedere la certificazione dell'assetto, sappi a che punto è davvero la tua azienda.

L'art. 2086 c.c. chiede a chi amministra un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato. La UNI/PdR 167:2025 lo traduce in requisiti verificabili. Noi ti diciamo cosa c'è, cosa manca e quanto tempo serve per essere pronti.

Piero Pozzana · Dottore commercialista e revisore legale · Esperto tecnico UNI/PdR 167:2025

Perché un'impresa sceglie di certificare l'assetto

La certificazione è volontaria. La chiedono le imprese che devono dimostrare a qualcuno, fuori dall'azienda, che i conti sono governati.

La banca

che valuta la capacità di prevedere i flussi di cassa

Il committente

che seleziona fornitori stabili e documentati

Soci e acquirenti

che cercano un'impresa capace di funzionare senza il solo titolare

Va detto con chiarezza: la certificazione documenta la diligenza di chi amministra, ma non riduce le sue responsabilità né attesta il rispetto delle leggi. Ha valore se dietro c'è un assetto che funziona davvero.

A chi è rivolto

Imprenditori e amministratori

di S.r.l. e PMI che vogliono certificarsi, o a cui la certificazione è chiesta da una banca o da un committente.

CFO e responsabili amministrativi

e consulenti interni che devono portare il tema all'amministratore con una valutazione indipendente.

Chi ha già lavorato sugli assetti

e vuole sapere se quanto fatto regge al confronto con la prassi.

Cosa verifichiamo

Seguiamo la struttura della UNI/PdR 167:2025. Per ogni voce chiediamo l'evidenza documentale che verrà chiesta in sede di audit. Alcuni requisiti sono bloccanti: finché mancano, la domanda è prematura.

A

Formalizzazione e governance

Delibera che adotta l'assetto, pianificazione strategica, riesame periodico.

B

Assetto organizzativo

Organigramma, funzioni, deleghe, poteri di firma, flussi informativi.

C

Assetto amministrativo

Dati attendibili e tempestivi, business plan e flussi di cassa prospettici aggiornati almeno ogni sei mesi.

D

Assetto contabile

Criteri contabili, piano dei conti, comparabilità tra periodi.

E

Controlli e rischio

Procedure di controllo, organi di controllo, mappatura dei rischi.

F

Reportistica minima

Situazioni infrannuali, analisi del fatturato, liquidità, magazzino, Centrale dei Rischi.

G

Interpretazione dei dati

Indicatori, analisi degli scostamenti, periodicità dei report.

H

Prerequisiti di accesso

Tre mesi di operatività, verifiche interne, riesame della direzione.

Cosa ricevi

Una relazione scritta con l'esito complessivo, il punteggio per area, lo stato dei requisiti bloccanti, l'elenco dei gap in ordine di priorità con l'evidenza da produrre e una stima dei tempi di adeguamento.

Come lavoriamo

Fase 1

Pre-audit

Un incontro iniziale, l'esame della documentazione e un incontro di restituzione in cui commentiamo insieme la relazione.

Fase 2

Percorso di adeguamento

Se l'esito lo richiede, colmiamo i gap con il metodo M.A.P.E.D.®: delibera di adozione, organigramma e funzionigramma, reportistica periodica, flussi di cassa prospettici, verifiche interne e riesame della direzione.

Fase 3

Accompagnamento

Ti assistiamo nella preparazione della domanda, nella gestione di eventuali rilievi e negli anni di sorveglianza successivi.

Cosa succede durante e dopo la verifica

Commenti

Suggerimenti di miglioramento, senza obbligo di intervento.

Osservazioni

Azioni da documentare in tempi brevi, verificate alla visita successiva.

Non conformità

Da risolvere, con evidenze, prima del rilascio del certificato.

Il certificato dura tre anni, con una sorveglianza almeno annuale: la prima entro dodici mesi, pena la sospensione. Il rinnovo va chiuso prima della scadenza, senza proroghe.

Anche l'uso dei marchi ha regole precise: dove si possono apporre, con quali abbinamenti, cosa succede in caso di sospensione. Nell'accompagnamento ti consegniamo una guida pratica all'uso corretto.

Chi svolge il pre-audit

Piero Pozzana

Dottore commercialista e revisore legale, iscritto all'ODCEC di Roma. Ha i requisiti di esperto tecnico previsti dall'Appendice A della UNI/PdR 167:2025 ed è consulente tecnico d'ufficio presso il Tribunale di Velletri.

Negli incarichi di curatore fallimentare ha visto da vicino dove arriva un'impresa senza assetti: le chiusure, i sequestri, i patrimoni familiari coinvolti. Il metodo M.A.P.E.D.® nasce da quell'esperienza, per intervenire prima.

Indipendenza

Chi prepara un'impresa alla certificazione non può valutarla. Per questo non partecipiamo mai, in alcun ruolo, alla verifica di certificazione delle imprese che seguiamo, presso qualunque organismo.

La scelta dell'organismo resta tua, e il nome del consulente va comunicato all'organismo stesso. È una garanzia per te e per il valore del certificato che otterrai.

Domande frequenti

La certificazione UNI/PdR 167 è obbligatoria?

No. Obbligatorio è l'assetto adeguato previsto dall'art. 2086 c.c. La prassi e la certificazione sono volontarie e servono a dimostrare a terzi, con criteri condivisi, che l'obbligo è rispettato.

Il pre-audit garantisce il superamento della verifica?

No, e diffida di chi te lo garantisce. La decisione spetta all'organismo di certificazione. Il pre-audit riduce il rischio di non conformità, perché ti presenti sapendo cosa verrà controllato e con le evidenze pronte.

Quanto tempo serve per arrivare alla certificazione?

Dipende da dove si parte. Anche un'impresa già ordinata deve avere l'assetto operativo da almeno tre mesi e aver completato verifiche interne e riesame prima della domanda. Il pre-audit serve a stimare tempi realistici.

Chi rilascia il certificato?

Un organismo di certificazione indipendente, accreditato secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17065. Il certificato è rilasciato per la singola società.

Siamo una piccola impresa. Ci serve davvero?

La prassi è proporzionata alla dimensione. Per le realtà molto piccole, procedure di controllo interne verificate e verificabili possono essere già sufficienti a sostenere un giudizio di adeguatezza.

Che differenza c'è tra l'art. 2086 c.c. e la UNI/PdR 167?

L'art. 2086 fissa l'obbligo. La UNI/PdR 167 indica requisiti operativi per valutarne il rispetto: struttura, reportistica minima, analisi degli scostamenti, periodicità dei controlli.

La certificazione mette al riparo l'amministratore?

Documenta che l'assetto è stato costruito e verificato secondo uno standard riconosciuto, e questo ha valore. Non esonera da responsabilità: conta che l'assetto venga poi usato davvero per governare l'impresa.

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